{"id":715,"date":"2021-09-14T12:40:14","date_gmt":"2021-09-14T10:40:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/?p=715"},"modified":"2021-09-14T12:40:14","modified_gmt":"2021-09-14T10:40:14","slug":"archeowine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/archeowine\/","title":{"rendered":"Archeowine"},"content":{"rendered":"<div class=\"fcbkbttn_buttons_block\" id=\"fcbkbttn_left\"><div class=\"fcbkbttn_like fcbkbttn_large_button\"><fb:like href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/archeowine\/\" action=\"like\" colorscheme=\"light\" layout=\"button\"  size=\"large\"><\/fb:like><\/div><div class=\"fb-share-button fcbkbttn_large_button \" data-href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/archeowine\/\" data-type=\"button_count\" data-size=\"large\"><\/div><\/div><p>Complice il trasloco dalla vecchia cara casa di Ivrea, ritrovo due interessantissime bottiglie rimaste in vetrinetta per anni ed anni, pronte per ospiti che non sarebbero mai arrivati. Che fare? Relegarle in cantina, buttare o\u2026 Arrischiarsi ad aprire? Le annate sono impietose: 2008, 2009. Inoltre, per ovvi motivi la conservazione delle bottiglie non \u00e8 avvenuta in cantina o comunque a temperatura controllata, quindi direi che c\u2019\u00e8 ben poca speranza di trovare qualcosa di decente, quindi che fare?<\/p>\n<p><em>Ovviamente<\/em>, stappiamo.Seguitemi.<\/p>\n<hr>\n<p>La prima bottiglia \u00e8 di un raro vino Thailandese. Vi sfido a trovarne uno da queste parti! Stiamo parlando di <strong>Monsoon Valley Shiraz, annata 2008, prodotto da Hua Hin Hills Vineyard, alle spalle della regione costiera di Hua Hin, nella Thailandia continentale, poco pi\u00f9 a sud di Bangkok e prima storica localit\u00e0 turistica della Terra dei Sorrisi.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di un vino rosso di media struttura, barricato, tratto da Syrah (Shiraz, con la dizione anglofona) al 100%. Il titolo alcolometrico \u00e8 di 13.5 % alc\/vol.<\/p>\n<p><strong>Degustazione<\/strong><\/p>\n<p>Colore rosso granato paludato, tendente al marroncino. E\u2019 un mare cupo, introverso, meditabondo. Consistente, limpido.<\/p>\n<p>Al naso un forte sentore di mandorle, di frutta secca stantia. Noci vecchie, andate a male. Tannino sfatto, distrutto da lunghi anni in bottiglia. Roteando il bicchiere esala fitte eteree, se disturbato dal suo lungo sonno, si ribella, morde. Con difficolt\u00e0 si coglie l\u2019aspro profumo della mora. Profilo appiattito dal tempo.<\/p>\n<p>Al sorso \u00e8 secco e abbastanza sapido, morbido, piacevolmente caldo, freschezza e tannicit\u00e0 al limite dell\u2019abbastanza. Buona persistenza, corpo un po\u2019 debilitato dall\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>Chiaramente \u00e8 un vino vecchio. L\u2019et\u00e0 l\u2019ha minato nell\u2019aspetto, s\u00ec distinto ma ormai fin troppo austero, senza pi\u00f9 una goccia di vivacit\u00e0. Soprattutto ha colpito nei profumi, i terziari sono tutti andati e virati in uno sgradevole sentore di frutta secca passata. All\u2019assaggio ancora tiene botta, risultando di buon corpo e piacevolezza, solo leggermente scomposto nella finezza e nell\u2019armonia.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 immaginare che fosse un buon vino, che avrebbe sfoderato le sue armi migliori qualche anno dopo l\u2019imbottigliamento (tre, quattro, cinque al massimo). Ne sono passati ben tredici, ora arranca col bastone, anzi con le stampelle. E non possiamo incolpare il tappo, perch\u00e9 a vite. Non si \u00e8 acetificato, non \u00e8 marsalato, \u00e8 il legno che l\u2019ha tradito.<\/p>\n<p>Lasciamolo ossigenare ed aprirsi un po\u2019. Il profumo sgradevole di noce si affievolisce sostanzialmente, mentre si fanno strada smalti. La forte gradazione alcolica (13,5% vol) si fa sentire.<\/p>\n<p>L\u2019abbiamo provato non su cibo Thai ma su una modesta ma esotica insalata di frijoles, pomodori e cipollotti, e devo dire che si \u00e8 rivelato un buon abbinamento.&nbsp; L\u2019alcolicit\u00e0 teneva a bada la piccantezza del cipollotto e lo marcava stretto.<\/p>\n<hr>\n<p>L&#8217;altra bottiglia \u00e8 un bianco, <strong>Cinque Terre Costa de Sera di Riomaggiore, annata 2009. Siamo in Liguria, nella Ciqnue Terre e pi\u00f9 precisamente nel territorio di Riomaggiore, il loro borgo pi\u00f9 orientale, che conosco bene perch\u00e8 ebbi occasione tanti anni fa di soggiornarvi per qualche giorno. Vino bianco giovane ma direi di media struttura, tratto dalle tipiche viti locali a bacca bianca e cio\u00e8 Bosco, Vermentino ed Albarola. Come alcool siamo a 13 gradi. Suppongo di non dovermi soffermare troppo sulla descrizione del territorio di orgine, famoso in tutto il mondo, fatto di vigneti a picco sul mare, ricavati su ripide scogliere spazzate dalla brezza marina. Piccola produzione e vino di eccellente qualit\u00e0 sono il risultato di un processo produttivo che rappresenta perfettamente ci\u00f2 che si definisce &#8220;viticoltura eroica&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Degustazione<\/strong><\/p>\n<p>Tappo di simil-sughero sintetico, perfetto. Colore giallo dorato che vira all\u2019ambrato, limpido, abbastanza consistente. Al naso sentori di frutta secca molto intensi, albicocche appassite, pesca sciroppata, melassa. Sentori eterei ed animali, condito di un pizzico di freschezza minerale. Ricorda un passito, solo la pesantezza degli aromi e una certa carenza di vivacit\u00e0 tradisce un vino vecchio.<\/p>\n<p>In bocca fresco, secco, sapido. Abbastanza morbido, caldo, amarognolo. Tiene la struttura, e stride il contrasto tra i profumi di passito e l\u2019assaggio di un vino secco. Lunga persistenze tanniche di mandorle verdi e albicocche secche.&nbsp; Punge con l\u2019acidit\u00e0, poi rapido scompare lasciando per\u00f2 dietro di s\u00e9 questa lunga scia persistente di frutta secca.<\/p>\n<p>Ricordo di averlo bevuto nel pieno dello splendore, e chiaramente era un\u2019altra cosa. Un bianco eccezionale, di una terra splendida ma che concede con parsimonia i suoi tesori. Ha tenuto finch\u00e9 ha potuto, poi si \u00e8 tramutato sostanzialmente in un <em>orange wine<\/em>, un vino da meditazione checomunque non \u00e8 da disprezzare, si pu\u00f2 ancora centellinarne qualche sorso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/archeowine\/20210904_090220\/\" rel=\"attachment wp-att-718\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-718\" src=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210904_090220-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210904_090220-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210904_090220-577x1024.jpg 577w, https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210904_090220-768x1364.jpg 768w, https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210904_090220-865x1536.jpg 865w, https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210904_090220-1153x2048.jpg 1153w, https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210904_090220-scaled.jpg 1441w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/archeowine\/20210910_175355\/\" rel=\"attachment wp-att-717\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-717 size-medium\" src=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210910_175355-scaled-e1631615958212-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210910_175355-scaled-e1631615958212-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210910_175355-scaled-e1631615958212-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210910_175355-scaled-e1631615958212-768x1364.jpg 768w, https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210910_175355-scaled-e1631615958212-865x1536.jpg 865w, https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210910_175355-scaled-e1631615958212-1153x2048.jpg 1153w, https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210910_175355-scaled-e1631615958212.jpg 1441w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a><\/p>\n<p>I due vini in bottiglia e nel calice.<\/p>\n<hr>\n<p><strong>A distanza di un paio di giorni\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Torniamo alle nostre bottiglie per un assaggio a posteriori, quando i nostri vini hanno ampiamente completato ogni sorta di ossigenazione.<\/p>\n<p>Il Bianco delle Cinque Terre ha virato al completamente marsalato nei profumi. All\u2019assaggio \u00e8 ormai fortemente amarognolo, sa un po\u2019 di nocciole andate a male, caprino ammuffito, ormai imbevibile.<\/p>\n<p>Il Syrah Thailandese invece ha perso quello sgradevole odore di frutti secchi stantii, al naso non \u00e8 neanche male, media intensit\u00e0, sentori eterei, profumi di smalti, vernice, idrocarburi, ma anche balsamico, cuoio, legno morbido, non invadente.&nbsp; All\u2019assaggio si \u00e8 un po\u2019 acidificato, ma mantiene calore ed una certa morbidezza che lo rendono anche abbastanza piacevole da bere;&nbsp; innegabile una punta di marsalato in bocca, che ci ricorda appunto i vini marsala secchi. Un vino da meditazione, un po\u2019 da centellinare, ma non da buttar via.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E cos\u00ec, a distanza di circa tredici anni (il bianco aveva un anno di vantaggio, ma dopo tanto tempo la cosa risulta piuttosto ininfluente), stappo finalmente queste belle bottiglie. Ormai non c\u2019era pi\u00f9 posto per loro nel \u201ctabernacolo dei ricordi\u201d e non mi andava di relegarle all\u2019angolo dei relitti in cantina. Non sorprendentemente, il rosso ha tenuto meglio del bianco. Diciamo che era predisposto per farlo. Il bianco puntava tutto sulla giovinezza, sulle erbe di campo, sulla freschezza. Questi vitigni diventano anche <em>sciacchetr\u00e0<\/em> (ed un po\u2019 il vecchio Cinque Terre nei profumi lo ricorda), ma la lavorazione \u00e8 completamente diversa. Per un syrah , un po\u2019 di invecchiamento in bottiglia \u00e8 sempre gradito. Qui chiaramente siamo oltre tempo massimo, ma dopo lo shock iniziale il vino si \u00e8 ripreso e sa ancora comunicare qualcosa del suo carattere originario: forte, genereoso, abbastanza corposo, ma forse un po\u2019 troppo legnoso (vista la provenienza, il target molto probabilmente non era l\u2019Europa ma certi vini australiani).<\/p>\n<p>Peccato non averli bevuti nel pieno della loro evoluzione, questa esperienza riesumativa pu\u00f2 solo restituire un vago ricordo di cosa erano intesi essere, proprio come quando gli archeologi trovano i resti di qualche oggetto antico e possono solo immaginarsi, studiandone i particolari, aspetto e funzione originaria. Sulla Hua Hin Valley Vineyard potete trovare maggiori informazioni al loro sito internet qui: <a href=\"https:\/\/www.monsoonvalley.com\/en\">https:\/\/www.monsoonvalley.com\/en<\/a>. Davvero tutta da scoprire la viticoltura Thailandese, a latitudini e clima impensabili, sia che si tratti del piovoso e pi\u00f9 freddo nord (alcuni vigneti si trovano a Chiang Mai, interessante sarebbe il confronto con la storica zona vocata di Da Lat, in Vietnam), sia dell&#8217;area del Golfo della Thailandia, calda e umida, a ridosso del mare.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il Bianco delle Cinque Terre \u00e8 sicuramente pi\u00f9 facile da reperire alle nostre latitudini, e ce lo possiamo pure facilmente godere in loco, che \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa. Il sito della Cantina Cinque Terre (<a href=\"https:\/\/www.cantinacinqueterre.com\">https:\/\/www.cantinacinqueterre.com<\/a>) comunque vende anche online, non tutte le etichetta ma comunque si tratta di vini ad un ottimo rapporto qualit\u00e0 prezzo.<\/p>\n<p>Dopo questa odissea nel passato niente di meglio che tornare alla realt\u00e0 con un bel bicchiere di bianco e due crostini per un frugale apertivo, vi saluto e spero che l&#8217;avventura vi abbia intrigato come sempre capita a me quando stappo qualche vecchia bottiglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Complice il trasloco dalla vecchia cara casa di Ivrea, ritrovo due interessantissime bottiglie rimaste in vetrinetta per anni ed anni, pronte per ospiti che non sarebbero mai arrivati. Che fare? Relegarle in cantina, buttare o\u2026 Arrischiarsi ad aprire? Le annate sono impietose: 2008, 2009. 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