{"id":632,"date":"2014-11-25T16:32:53","date_gmt":"2014-11-25T15:32:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/?p=632"},"modified":"2021-01-07T16:34:56","modified_gmt":"2021-01-07T15:34:56","slug":"illuminazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/illuminazioni\/","title":{"rendered":"Illuminazioni"},"content":{"rendered":"<div class=\"fcbkbttn_buttons_block\" id=\"fcbkbttn_left\"><div class=\"fcbkbttn_like fcbkbttn_large_button\"><fb:like href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/illuminazioni\/\" action=\"like\" colorscheme=\"light\" layout=\"button\"  size=\"large\"><\/fb:like><\/div><div class=\"fb-share-button fcbkbttn_large_button \" data-href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/illuminazioni\/\" data-type=\"button_count\" data-size=\"large\"><\/div><\/div><p><em>La conoscenza ti fotte<\/em><br \/>\n<em>\u2014 Dio<\/em><br \/>\nCon queste quattro parole volevo sintetizzare quanto mi \u00e8 rimasto impresso del Libro della Genesi, uno dei pi\u00f9 famosi della Bibbia. Magari sono cose che uno ascolta un po\u2019 distrattamente in tutte le salse, salvo poi ogni tanto soffermarcisi a pensare, ma mi era sempre sfuggito il perch\u00e8 Dio si incazzi cos\u00ec tanto con Adamo ed Eva quando li sorprende a mangiare una mela. Non \u00e8 perch\u00e8 gli hanno disubbidito: ogni figlio lo fa, ed ogni padre lo sa bene. Gli uomini poi, hanno questo difettuccio del libero arbitrio che li rende spesso cos\u00ec imprevedibili\u2026 Spesso prendono decisioni illogiche, fanno cazzate, anche solo per \u201cvedere l\u2019effetto che fa\u201d.<br \/>\nLa Bibbia ci dice che Dio aveva permesso ad A &amp; E di mangiare qualsiasi cosa trovassero nel giardino dell\u2019Eden (animali compresi), salvo di questo albero particolare, l\u2019albero della conoscenza. Insomma, Dio si incazza perch\u00e8 l\u2019umanit\u00e0 diventa consapevole, imparando a distinguere, tra l\u2019altro, il bene dal male (es. nudo: male! Foglia di fico: meglio! Mah\u2026)<br \/>\nE io pensavo: ma come, la conoscenza, il sapere, il progresso, il fiore all\u2019occhiello della nostra Civilt\u00e0, senza queste doti non saremmo qui a mandare uomini nello spazio e a ricostruire pian piano cosa c\u2019era prima dell\u2019inizio del nostro universo, eppure Dio non voleva che le acquisissimo, per lui erano una cosa cattiva?<br \/>\nForse \u00e8 il classico caso dei genitori che non vorrebbero mai veder crescere i figli, diventare loro pari, perch\u00e8 sanno che da quel momento in un certo senso li perderebbero (perdendo un potere che hanno su di loro)?<\/p>\n<p>Un giorno d\u2019autunno camminavo per Torino. Sceso dal 18 ai Giardini Reali, me ne andavo verso Porta Susa a prendere il treno. Piovigginava, e come al solito non avevo l\u2019ombrello. C\u2019era da attraversare tutto il centro. Chiss\u00e0 quante volte l\u2019avevo fatta a piedi quella strada, ai tempi dell\u2019Universit\u00e0 e per un po\u2019 anche dopo. La citt\u00e0 mi appariva sempre uguale, anche se pi\u00f9 decadente. Dietro alle porte del Bar Norman, in Piazza Solferino, i barboni si apprestavano a passare la notte all\u2019adiaccio, sotto ai portici, avvolti in coperte di lana, con un cartone per materasso. Il comune aveva gi\u00e0 montato le luci di Natale, da quasi vent\u2019anni sempre le stesse \u201cluci d\u2019autore\u201d, le gru rosse con il pacco regalo, le costellazioni blu con palle per stelle, magari la poesia in pillole in Via Garibaldi. Tutto mi sembrava cos\u00ec statico, un po\u2019 di facciata, e soprattutto tanto tanto piccolo.<br \/>\nE mentre arrivavo in vista del grattacielo Sanpaolo, dalla punta immersa nella nebbia, e nemmeno lui sapeva stupirmi, pensavo ai Natali passati, quando ero piccolo e poi giovane e si diceva con la mamma \u201candiamo a Torino a vedere le vetrine di Natale\u201d, e qualche volta perfino nella sconosciuta Milano, che sembrava cos\u00ec enorme \u2013 dalla Stazione Centrale a Viale Tunisia prendevamo la metro, adesso che ci vivo so che son due passi a piedi\u2026 Adesso tutti parlano di andare all\u2019estero, in vacanza in Estremo Oriente, se non lavori a Londra o in Germania non sei nessuno, e c\u2019\u00e8 chi passa la settimana saltando da un meeting all\u2019altro in giro per l\u2019Europa.<br \/>\nE cosa abbiamo ottenuto? Solo pi\u00f9 stress! Qualcuno diceva giustamente che non siamo la razza umana ma razzi umani (e io modestamente me lo sento tutto un petardo nel culo, mi sento un po\u2019 come un fischione sulla mia macchinina a correre da un posto all\u2019altro, pur nel mio piccolo, a prendere treni al volo, a camminare nervoso nella metro, sorpassare a destra per fare prima). E tutta questa fretta, questa smania del di pi\u00f9 e del pi\u00f9 grande, lo stesso consumismo, derivano dalla conoscenza. Se sai pi\u00f9 cose, vuoi pi\u00f9 cose. Desideri di pi\u00f9, pi\u00f9 lontano, pi\u00f9 fico, e ti affanni e ti perdi dietro a tanti dettagli, dimenticando l\u2019essenza stessa delle cose. E Torino \u00e8 morta, a Milano siamo i soliti 4 cazzi, l\u2019Italia \u00e8 un paese di pensionati\u2026 Shopping natalizio a Torino o Dubai, \u00e8 pressapoco la stessa cosa. Cambier\u00e0 la scala. Ma \u00e8 una spirale che non porta a nulla.<br \/>\nAnche i geniacci della fisica, chi crede con la matematica di poter spiegare il mondo, dovrebbero arrendersi al fatto che quanto pi\u00f9 ci si addentra nelle teorie, tanto pi\u00f9 ci si perde, ci si avviluppa su se stessi, forse venendo a toccare l\u2019essenza stessa, irrazionale e mistica, di una qualche \u201cdivinit\u00e0\u201d che potrebbe davvero permeare il cosmo. Quando vai a ritroso abbastanza nel tempo, alla ricerca della causa del Big Bang, arrivi ad un istante prima del quale la materia come noi la conosciamo non esisteva. E le regole della fisica non valgono pi\u00f9. Le variabili diventano infinite, le soluzioni possibili possono essere l\u2019una ed il suo opposto, in quella che \u00e8 la madre di tutte le singolarit\u00e0. Quanto ancora ci si dovr\u00e0 arrampicare sugli specchi per cercare di spiegare l\u2019infinito, che magari proprio per sua natura \u00e8 inspiegabile? Quanto dovremo andare lontano dalla nostra casa, per capire che ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno stava in fondo al punto di partenza?<br \/>\nDetto da uno a cui piace esplorare (pur senza essere un gatto) e che ha tutto sommato fiducia nella scienza e nella tecnologia, che vorrebbe poter vedere la scoperta di altre forme di vita nello spazio, pu\u00f2 sembrare strano ma\u2026 Dobbiamo considerare anche la possibilit\u00e0 che l\u00e0 fuori non ci sia nulla salvo che noi stessi. Chi punta sull\u2019uomo, sul prossimo, sugli affetti, sul mutuo aiuto, non sbaglier\u00e0 mai. Avr\u00e0 una vita piena e ricca di soddisfazioni. Chi \u00e8 in continua ricerca di qualcosa per fuggire da s\u00e8 stesso\u2026 Potrebbe non avere tempo sufficiente in una vita sola per trovare qualcosa che lo appaghi.<br \/>\nEcco, forse in questo senso sarebbe stato consigliabile non mangiare dell\u2019albero della conoscenza, e rimanersene felici nell\u2019Eden a dare i nomi alle cose e a far scorpacciate di frutta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La conoscenza ti fotte \u2014 Dio Con queste quattro parole volevo sintetizzare quanto mi \u00e8 rimasto impresso del Libro della Genesi, uno dei pi\u00f9 famosi della Bibbia. 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