{"id":626,"date":"2016-11-21T16:18:26","date_gmt":"2016-11-21T15:18:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/?p=626"},"modified":"2021-01-07T16:23:25","modified_gmt":"2021-01-07T15:23:25","slug":"accipite-et-manducate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/accipite-et-manducate\/","title":{"rendered":"Accipite et manducate"},"content":{"rendered":"<div class=\"fcbkbttn_buttons_block\" id=\"fcbkbttn_left\"><div class=\"fcbkbttn_like fcbkbttn_large_button\"><fb:like href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/accipite-et-manducate\/\" action=\"like\" colorscheme=\"light\" layout=\"button\"  size=\"large\"><\/fb:like><\/div><div class=\"fb-share-button fcbkbttn_large_button \" data-href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/accipite-et-manducate\/\" data-type=\"button_count\" data-size=\"large\"><\/div><\/div><p>Questa mattina ero a spasso con Gabriel nel centro di Milano. La destinazione prevista (da buon trekker, bisogna sempre avere uno scopo nella camminata, anche se in realt\u00e0 ero uscito solo per fare addormentare il bimbo nella carrozzina) era un panzerotto, ma ad un certo punto \u00e8 successo qualcosa. Complice la pubblicit\u00e0 del film \u201cagnus dei\u201d intravista su una paletta del tram, mi ritrovo a canticchiare un vecchio motivetto di chiesa. Guardo l\u2019orologio: 11:25. \u00c8 domenica, il duomo \u00e8 a cinque minuti. Dai, lo faccio: vado a messa.<\/p>\n<p>In centro c\u2019\u00e8 come al solito un sacco di gente. Animano la passeggiata di milanesi e turisti, tutti bardati in piumini e cappotti scuri, artisti di strada, equilibristi improvvisati, suonatori andini, neri che tentano di piazzare libri sull\u2019Africa e braccialetti della fortuna. La giornata \u00e8 grigia ma non piove, quindi non ci sono i venditori di ombrelli, n\u00e8 i pakistani lancia-elicotteri luminosi \u2013 se esistono ancora, arriveranno con le luci della sera. Passo a fianco del duomo e vedo file di turisti in coda per salire sugli ascensori. \u201cMunirsi di biglietto prima\u201d dice un cartello. Poco pi\u00f9 avanti, le vetrine scintillanti del \u201cduomo shop\u201d. Che cazzo \u00e8 il duomo shop? \u00c8 dove vendono magliette, souvenir, puzzle, tazze, insomma merchandise vario. Arrivo all\u2019ingresso, e vedo lunghe file di persone in coda. I controlli sono meticolosi, per ogni varco un funzionario (di chiesa o di polizia ?) presiede all\u2019ispezione col metal detector di ogni singolo visitatore, a cui provvede un soldato dell\u2019esercito in mimetica. Non una futuristica, dispotica societ\u00e0 dittatoriale, ma il presente, con le sue fobie viscerali, schizofreniche, che hanno giustificato l\u2019erosione di ogni forma elementare di libert\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cPer andare a messa devo fare tutta questa fila?\u201d \u2013 chiedo al funzionario paludato, pensando che si tratti dell\u2019ingresso per i turisti. Mi fa cenno di s\u00ec.<\/p>\n<p>\u201cAllora lascio stare, preferisco pregare lungo la strada\u201d \u2013 rispondo scoraggiato. Mi guarda, guarda la carrozzina, e mi dice: \u201cLei ha il bambino piccolo, la faccio passare davanti\u201d. Non mi aspettavo un simile favore, il tipo insiste e allora passo, davanti agli sguardi un po\u2019 incazzosi delle persone in fila gi\u00e0 da tempo. Mi perquisisce una donna soldato, che scova prontamente il mazzo di chiavi che tenevo nella tasca della giacca.<\/p>\n<p>Entro finalmente in chiesa. Il duomo \u00e8 buio e spoglio come me lo ricordavo, salvo per i rosoni gotici che luccicano in lontananza. Dentro transenne e percorsi obbligati ci guidano fino al centro, tra gente che passeggia e fa foto, mentre gli altoparlanti diffondono gli ultimi scampoli della predica. Vedo un\u2019indicazione sulla destra per il culto, tre guardie mi fermano dicendomi \u201cSolo per la messa\u201d alch\u00e8 allargo le braccia e dico che \u00e8 proprio quello per cui sono venuto. Mi fanno passare, mi accomodo al fondo per non disturbare, anche se il bimbo per ora dorme. L\u2019area di culto (ma dove siamo arrivati? \u00c8 una chiesa, dovrebbe essere per definizione tutta \u201carea di culto\u201d!) sembra un serraglio, con barriere semi trasparenti che la isolano dal resto. \u00c8 piena per per un quarto, forse per un terzo. Dietro di noi, file e file di banchi vuoti. Davanti, gente sparsa. Ripenso alle messe della mia infanzia, quando mia mamma mi ci mandava ed io non volevo andare. La chiesa di Borgomasino era sempre tutta piena, tant\u2019\u00e8 che i vecchi al bar, che entravano solo per la benedizione, spesso stavano in piedi ai lati. Oggi, che in chiesa ci ritorno spontaneamente, tutto mi sembra surreale. Lontano, sull\u2019altare, tre o quattro preti vestiti in modo sgargiante celebrano la messa, dispensando incenso in gran quantit\u00e0 con perfetti movimenti circolari. Cori gregoriani con toni volutamente stridenti, evidentemente la <em>nouvelle cuisine<\/em> del canto, accompagnano la celebrazione in latino. Vorrei partecipare, ma le preghiere come le so io non vanno pi\u00f9 bene. \u00c8 tutto in latino, tutto cantato, dal Credo al Padre Nostro. Sembra un musical. Davanti a me, delle donne filippine; una allatta un bambino, le fa fare il ruttino, lo mette nell\u2019ovetto e poi se ne vanno. Altri credenti asiatici, forse cinesi, dai loro banchi fanno foto della navata con lo smartphone. Guardo in alto: la volta grigia fiorisce di umidit\u00e0 \u2013 e non si pu\u00f2 dire che al duomo di Milano non abbiano speso soldi per restauri, visto che \u00e8 sempre imballato in impalcature.<\/p>\n<p>A forza di canti distonici Gabriel si sveglia, mi guarda un po\u2019 con gli occhietti da sonno, poi inizia a frignare, poi a piangere. Esco, tanto la messa \u00e8 finita, manca solo la benedizione finale. L\u2019ultima immagine, avviandomi verso l\u2019uscita, \u00e8 quella di una donna che immortala le amiche col telefonino mentre accendono un lumino.<\/p>\n<p>Esco sulla piazza brulicante di gente, molti in interminabili file per entrare al duomo e a palazzo reale. Nel Vangelo mi pare si dica che Ges\u00f9 s\u2019era incazzato perch\u00e8 nel tempio di Gerusalemme c\u2019erano le bancarelle. Ecco, oggi \u00e8 di nuovo un po\u2019 cos\u00ec. Le chiese, grandi e medie, sono attrazioni turistiche, macchine per far soldi, ed alla Chiesa va bene cos\u00ec. \u00c8 ridicolo vedere quattro preti ripetere riti davanti a quattro fedeli, nell\u2019indifferenza generale. Al massimo sono materiale per i souvenir fotografici dei turisti.<\/p>\n<p>Penso che ogni religione che si lascia fare questo sia destinata a scomparire rapidamente. Penso non solo all\u2019inflessibilit\u00e0 dei musulmani, ma anche al sincero e profondo rispetto &nbsp;dei buddisti nell\u2019entrare nei loro templi, al raccoglimento delle piccole e buie chiese ortodosse.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 uno scollamento totale tra il clero cattolico ed il suo Capo che fa bagni di folla, ostenta un look informale e fa dichiarazioni progressiste che ottengono titoli sui giornali e molti retweet.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 come andr\u00e0 a finire. Un giorno il prete trover\u00e1 la chiesa vuota, allora non credo celebrer\u00e0 la messa per s\u00e8 stesso ma appender\u00e0 un cartello e andr\u00e0 a farsi una pescata (o magari, a Milano, un aperitivo). Le chiese necessariamente si ridurranno, nel mio paese ce ne sono 5 e sono tutte messe male, la gran parte andr\u00e0 in rovina, magari qualcuna la si dar\u00e0 ai romeni, qualcuna agli islamici e quelle grosse diventeranno musei, dove i soldi degli ingressi comunque non basteranno a tenere in piedi strutture mastodontiche, costruite per ostentare una fede che oggi non serve pi\u00f9, \u00e8 diventata <em>easy<\/em> ed ha preso molte altre forme, diverse e \u201cfluide\u201d, che come piccoli rivoli si disperdono nella chiassosa babele della globalit\u00e0 del XXI secolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa mattina ero a spasso con Gabriel nel centro di Milano. 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