{"id":527,"date":"2014-08-13T14:48:32","date_gmt":"2014-08-13T12:48:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/?p=527"},"modified":"2021-01-07T14:49:55","modified_gmt":"2021-01-07T13:49:55","slug":"viaggio-nel-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/viaggio-nel-passato\/","title":{"rendered":"Viaggio nel passato"},"content":{"rendered":"<div class=\"fcbkbttn_buttons_block\" id=\"fcbkbttn_left\"><div class=\"fcbkbttn_like fcbkbttn_large_button\"><fb:like href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/viaggio-nel-passato\/\" action=\"like\" colorscheme=\"light\" layout=\"button\"  size=\"large\"><\/fb:like><\/div><div class=\"fb-share-button fcbkbttn_large_button \" data-href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/viaggio-nel-passato\/\" data-type=\"button_count\" data-size=\"large\"><\/div><\/div><p><strong>Giorno 9. <\/strong>Arrivati a Lao Cai il mattino presto dopo una notte in treno passata con una tranquilla coppia texana in una spaziosa cuccetta a 4 posti, siamo presi in carico dal tizio della nostra agenzia di viaggi locale per essere trasferiti a Sapa. Lao Cai \u00e8 una normale citt\u00e0 vietnamita, con la piazza della stazione che sembra Times Square, palazzine a quattro piani tappezzate di insegne al neon, ed una folla confusa di traffichini pronti a portare chiunque a Sapa (la destinazione pi\u00f9 comune). Sapa invece, a circa 30 km, \u00e8 una citt\u00e1 di montagna vietnamita. Qui all\u2019arrivo vieni assalito da donne vestite di blu scuro, basse e dalla pelle bruciata dal sole, con a spalle delle gerle (qualcuna porta invece un bambino piccolo legato alle spalle). Ti circondano con fare amichevole, e sanno esattamente quando tirar fuori il contenuto delle gerle: borse, borsette, portafogli, cinture, orecchini, portachiavi, tutti decorati con i motivi tipici loro. Per ora le evitiamo e siamo accolti ad un ostello dove si pu\u00f2 fare colazione, doccia, e cambio abiti. Sta spiovendo, ed il clima \u00e8 molto pi\u00f9 fresco che ad Hanoi. Verso le nove partiamo, due gruppi che poi si divideranno con il nostro che comprende, oltre a noi, altre sei persone: due catalani e quattro francesi. La guida \u00e8 una signora indigena, anche lei vestita di blu scuro alla maniera dei black Hmong, scopriremo che si tratta di una ragazza di 26 anni, che si porta appresso il suo figlioletto di 6 mesi aiutata dalle amiche e poi dal marito, che se lo viene a prendere il pomeriggio in moto. Camminiamo in un paesaggio stupendo, circondati da terrazzamenti coltivati a risaie a perdita d\u2019occhio. Il verde brillante di tanto in tanto vira al giallo, o diventa scuro guardando le cime delle montagne, avvolte dalla nebbia. Laddove i pendii sono pi\u00f9 ripidi viene piantato il mais, che adesso \u00e8 gi\u00e0 secco e viene raccolto. Il riso \u00e8 florido, e anch\u2019esso tra poco sar\u00e0 pronto per la mietitura. Motore dell\u2019agricoltura \u00e8 il bufalo acquatico, vero carro armato della risaia,\u00a0 che va sorvegliato a curatamente per evitare che si mangi le piante di riso.<br \/>\nPassiamo piccoli agglomerati di case dove sono in funzione semplici macine ad acqua, ed i bambini giocano seminudi per strada, i polli scorrazzano liberi e dei maialini neri grufolano nei loro recinti. Il terreno \u00e8 fangoso a causa della pioggia ma abbastanza compatto, bisogna solo stare attenti a non scivolare. Ogni piccolo villaggio ha la sua scuola, le famiglie sono ancora molto numerose anche se con il crescere dell\u2019istruzione il numero di figli anche qui comincia a calare. I bambini sono in classe per una specie di doposcuola. A pranzo ed al termine della camminata (oggi circa 12 km di saliscendi lungo una valle) le donne che ci hanno seguito lungo il percorso parlando con noi ed aiutandoci nei punti pi\u00f9 impervi si attivano e cominciano a tirare fuori la loro mercanzia per vendere. Sono piuttosto insistenti ed \u00e8 abbastanza fastidioso, soprattutto poi quando vengono mandate avanti delle bambine che continuano a ripetere come un mantra \u201cBuy from me please\u201d. Per principio, per quanto facciano pena, non compreremo mai da una di loro. Chiedo se non vogliano fare una partita a carte. Mi ispondono che alle donne non piace giocare a carte,\u00a0 nel tempo libero ricamano. Cos\u00ec poi possono venderre quel che hanno fatto. Ed il lavoro non finisce mai.<br \/>\nPasseremo la notte in una specie di agriturismo\/b&amp;b locale, un homestay dove cio\u00e8 il padrone di casa, che ha fatto corsi specifici ed \u00e8 certificato, ti fa dormire a casa sua (ha allestito\u00a0 camerate con all\u2019incirca 16 posti letto) e ti offre la cena.<br \/>\nPrima di cenare la\u00a0 nostra guida Sen ci invita a casa sua, facendoci per\u00f2 portare un lungo palo di legno da usare forse per irrobustire il soffitto. La casa \u00e8 costituita da tre grosse baracche di pegno con il tetto di eternit dove abitano tre famiglie; lei una volta sposata si \u00e8 spostata nella casa del maito, un ragazzino tre anni pi\u00f9 giovane di lei che al contrario suo dimostra esattamente la sua et\u00e0. Hanno un recinto con i bufali, ed in casa ci vengono incontro dei bambini. L\u2019unico gioco \u00e8 una lattina di bibita. La casa \u00e8 spartanissima, praticamente non c\u2019\u00e8 un mobile salvo un tavolo dove gli uomini stanno mangiando e bevendo vino di riso, un letto e delle panchine. Dopo aver brindato con gli uomini Sen ci fa accomodare in salotto, una stanza vuota con il pavimento in terra battuta, un televisore (rotto) ed un vecchio stereo da un lato e delle panche di legno dall\u2019altro, Ho Chi Minh e San Francesco appesi al muro ed un\u2019unica lampadina che illumina a stento la stanza scura. Su delle traverse, pesanti tessuti di canapa tinti di indaco stanno lentamente asciugando. Ci far\u00e0 visitare anche la cucina, con una cuccuma sulla brace ed un enorme wok con del cibo indefinito dentro.<br \/>\nDi ritorno all\u2019homestay, la cena \u00e8 pronta, ed \u00e8 davvero una lauta cena, ottima ed abbondante: involtini vietnamiti, pollo con peperoni, tofu fritto, cavoli saltati, pollo con funghi, ecc. Chiude il pasto un bel piatto di mele, frutto esotico in <b>Vietnam<\/b> che viene coltivato solo nelle montagne. Poco dopo di mette a piovere. Letto e cuscini, protetti da rete antimoscerini e tende pesanti per avere un po\u2019 di privacy, sono un po\u2019 umidicci e c\u2019\u00e8 un certo odore di muffa. Nel nostro stanzone, il padrone di casa guarda la tv mentre l\u2019acqua piovana scroscia abbondante. Fuori non c\u2019\u00e8 una luce. \u00c8 stato come fare un viaggio indietro nel tempo di diverse decine di anni. Qui non c\u2019\u00e8 nulla, tantomeno futuro. Per\u00f2 i bambini giocano felici, e di sicuro chi vive in queste baracche vive la sua vita senza aver idea di cosa sia un forno a microonde o un fornello ad induzione elettromagnetica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorno 9. Arrivati a Lao Cai il mattino presto dopo una notte in treno passata con una tranquilla coppia texana in una spaziosa cuccetta a 4 posti, siamo presi in carico dal tizio della nostra agenzia di viaggi locale per essere trasferiti a Sapa. 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