{"id":494,"date":"2014-08-09T09:06:00","date_gmt":"2014-08-09T07:06:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/?p=494"},"modified":"2020-10-15T09:11:03","modified_gmt":"2020-10-15T07:11:03","slug":"brutto-e-bello-del-vietnam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/brutto-e-bello-del-vietnam\/","title":{"rendered":"Brutto e bello del Vietnam"},"content":{"rendered":"<div class=\"fcbkbttn_buttons_block\" id=\"fcbkbttn_left\"><div class=\"fcbkbttn_like fcbkbttn_large_button\"><fb:like href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/brutto-e-bello-del-vietnam\/\" action=\"like\" colorscheme=\"light\" layout=\"button\"  size=\"large\"><\/fb:like><\/div><div class=\"fb-share-button fcbkbttn_large_button \" data-href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/brutto-e-bello-del-vietnam\/\" data-type=\"button_count\" data-size=\"large\"><\/div><\/div>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giorno 6. <\/strong>Dopo una notte trascorsa abbastanza bene, l\u2019autobus da Hue \u00e8 finalmente arrivato a Ninh Binh. Ovviamente con un paio d\u2019ore di ritardo, ma \u00e8 un miracolo considerando le condizioni della strada: praticamente lavori in corso ovunque, per la posa dei tubi dell\u2019acqua a bordo strada o per allargarla. Lunghi tratti di sterrata (era l\u2019autostrada!) per fortuna segnalati dall\u2019omino che, vista l\u2019ora tarda, vigilava semplicemente da un\u2019amaca appesa al trespolo del segnale.<br>A Ninh Binh l\u2019autobus ci scarica in autostrada (uno stradone che corre da una parte della citt\u00e0, dall\u2019altra c\u2019\u00e8 la ferrovia), e veniamo subito circondati da mototaxi. Chiediamo di andare alla stazione degli autobus. Fanno finta di non capire e ci portano ad un hotel. Protestiamo, e ci portano ad un altro hotel. Nessuno sembra capire \u2018bus station\u2019, in realt\u00e0 secondo la nostra guida c\u2019\u00e8 ed \u00e8 a due passi da quella del treno, che intravediamo. Vabb\u00e8, volevamo comunque fare base al secondo hotel (consigliato dalla Rough Guide) quindi decidiamo di restare. Il tipo dell\u2019hotel ci fa i biglietti per Hanoi (o meglio prende i soldi per gli stessi) e ci affitta due bici scassatissime per 2$ a testa. Ad una cadr\u00e0 la catena e si romper\u00e0 il parafanghi, all\u2019altra partir\u00e0 all\u2019improvviso un pedale\u2026 Per fortuna nulla che l\u2019uomo di casa non sappia riparare magari grazie a qualche attrezzo preso in prestito ad un carrozziere lungo la strada.<br>Dopo aver fatto colazione (the freddo e snack ad uno smoking bar locale \u2013 smoking bar perch\u00e8 ognuno dei quattro tavoli di bamb\u00f9 \u00e8 dotato di un cannone spero per il tabacco), mappa alla mano, ci avviamo alla ricerca di Tam Coc, una zona dove il fiume scorre tra guglie calcaree (vista in foto). Arrivarci sembra ameno, infatti attraversiamo campi di riso dove sono all\u2019opera pescatori di rane (o simili) ma\u2026 \u00e8 la strada sbagliata! Invece bisogna attraversare l\u2019autostrada e poi proseguire per uno stradone ai cui lati stanno gi\u00e0 sorgendo nuovi enormi alberghi, fino alla fine, dove attende pronta a scattare l\u2019ennesima tourist trap! Prima una donna ci ferma in mezzo alla strada sventolando bandierine e invitandoci a posteggiare (a pagamento). Tutte balle\u2026 Proseguiamo. Una sterminata quantit\u00e0 di barchette di ferro attende il turista, ed un casotto dei biglietti espone la tariffa fissa: 180 dong a persona (circa 6 euro). Ignoriamo il tutto e proseguiamo lungo il fiume in bici tra campi di riso, di loto, allevamenti di capre e di anatre. Arriviamo ad un tempio e vediamo sul fiume una processione di barchette. Sullabvia del ritorno una donna-fotografo appostata su una barca ci offre di portarci in giro per 150 dong. Indecisi, diciamo un mezzo s\u00ec e quella prende il telefono e chiama una barca. I Vietnamiti vivono di commissioni ed i turisti sono le loro vacche da mungere. Un po\u2019 mi sento vacca e questo sicuramente fa arrabbiare, ma vedendo come vive la gente (molto povera) mi dispiace anche a volte mettermi a contrattare per spuntare un euro. La losca per\u00f2 non ci \u00e8 piaciuta, e poi ci fa attendere troppo, ce ne andiamo e quella ci 8nsegue i\u00a0 motorino gridandoci dietro chiss\u00e0 cosa.<br>Sevizio barche ufficiale. Una volta pagato (prezzo non contrattabile) vieni immediatamente servito ed affidato ad una vogatrice \u2013 in genere sono donne e remano coi piedi, cio\u00e8 s\u00ec, proprio usando le gambe per spingere i remi, tra l\u2019altro i\u00a0 questo modo riescono a vogare senza dare le spalle alla direzione di movimento. La nostra stranamente si ferma 100 metri dopo averci presi e si fa dare il cambio da un\u2019altra. Mercato delle licenze? Cresta sulla vogata? Lavoro nero? Sicuramente s\u00ec.<br>La zona oggettivamente \u00e8 molto bella, il fiume ha creato tre grotte sotto di cui la barca passa per addentrarsi in altrettante gole. La vegetazione e la fauna \u00e8 palustre. Scorgiamo per due o tre volte un bel martin pescatore. All\u2019ultima grotta, che sfocia su un laghetto chiuso, attendono nasxoste le venditrici di futta e ammenicoli vari. Proprio come avevamo letto, se vedono che non compri ti chiedono almeno di pagare una bibita per la vogatrice \u2013 giusto un modo per spillarti qualcosa, a me danno l\u2019impressione di essere tutte in combutta, proprio come una vera societ\u00e0 (a fregare) socialista.<br>Torniamo e mi metto a remare un po\u2019 pure io. Certo questo del vogatore \u00e8 un lavoraccio, avanti ed indietro sul fiume ci si mette un\u2019ora e mezza almeno, ed il tutto aforza di braccia (o gambe). Per\u00f2 il biglietto pagato per il Vietnam \u00e8 molto caro, purtroppo mi chiedo quanto di questo effettivamenete arrivi in tasca alla poveraccia, che magari \u00e8 pure a sua volta sfruttata da quella che le procaccia le corse (ma rema solo 100 metri). Che alla fine ci chiede una mancia\u2026 E per cosa? Dovrebbe darla lei a me che l\u2019ho aiutata! La vacca ha gi\u00e1 dato.<br>Finita la corsa, pedaliamo fino ad un tempio che ha due parti: una i\u00a0 grotta, una sull cima della collina (da cui si domina Tam Coc). Sono circa 500 ripidi scalini. Sudati come spugne, affamati e bruciati dal sole, in cima abbiamo il fiato corto. La vista \u00e8 molto bells sia su TC che sulla citt\u00e0 alle nostre dpalle. Ritorniamo di corsa all\u2019albergo in tempo per il bus. Il truffaldino proprietario ci ha fatto pagare al prezzo normale un passaggio sul minivan di un tour diretto ad Hanoi. Tra l\u2019altro \u00e8 strapieno di gente e continua a caricarne. Ci mette due ore e mezza ed alla fine siamo ad Hanoi, pensavo di aver esagerato giudicandola tanto incasinata da far paura, ma stasera ho avuto la stessa identica impressione. Terribile. Il rumore, i motorini che sfrecciano ovunque, gli spazi per strada tutti presi (marciapiedi: pieni, strade: piene, non sai mai dove camminare!), \u00e8 qualcosa di indescrivibile ed invivibile! Stasera poi \u00e8 sabato e c\u2019\u00e8 il night market, frequentato a quanto pare pi\u00f9 da giovani locali che da turisti.<br>Andiamo a cena in un ristorante consigliatoci dalla receptionist, \u2018Little Hanoi\u2019, ed \u00e8 un po\u2019 caro ma\u2026 Davvero buonissimo! E poi le porzioni sono enormi. Paghiamo 10$ in due e siamo fin troppo satolli, io sono stanchissimo e anche se \u00e8 sa ato non voglio vedere altro che un bel letto e aria condizionata! Domani \u00e8 prevista la visita della citt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorno 6. 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