{"id":482,"date":"2015-03-22T08:21:11","date_gmt":"2015-03-22T07:21:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/?p=482"},"modified":"2020-10-15T08:24:31","modified_gmt":"2020-10-15T06:24:31","slug":"ada-lovelace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/ada-lovelace\/","title":{"rendered":"Ada Lovelace"},"content":{"rendered":"<div class=\"fcbkbttn_buttons_block\" id=\"fcbkbttn_left\"><div class=\"fcbkbttn_like fcbkbttn_large_button\"><fb:like href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/ada-lovelace\/\" action=\"like\" colorscheme=\"light\" layout=\"button\"  size=\"large\"><\/fb:like><\/div><div class=\"fb-share-button fcbkbttn_large_button \" data-href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/ada-lovelace\/\" data-type=\"button_count\" data-size=\"large\"><\/div><\/div>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ADA \u00e8, fra le tante cose, il nome di un linguaggio di programmazione. Lo conosco soltanto di nome, che a sua volta ricordo principalmente per un aneddoto, che ora vi vado a raccontare. Questo linguaggio si considera come un derivativo del pi\u00f9 famoso PASCAL, che negli anni \u201990 si studiava come introduzione all\u2019informatica (un\u2019epoca in cui insegnare ad usare il computer voleva dire insegnare a programmare). Con creativit\u00e0 tipicamente informatica, gli era stato dato il nome di una donna, Ada Lovelace, che era stata assistente di Charles Babbage, autore della \u201c<em>macchina differenziale<\/em>\u201d e soprattutto della \u201c<em>macchina analitica<\/em>\u201d, il primo computer della storia, ideato nel 1837, decisamente parecchi anni prima che Turing \u201c<em>inventasse<\/em>\u201d questo termine. (1)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le macchine di Babbage erano a loro volta sofisticate evoluzioni della \u201c<em>macchina calcolatrice<\/em>\u201d che il grande matematico, fisico e filosofo Blaise Pascal descrisse, e poi costru\u00ec, verso la met\u00e0 del XVII secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Corrispondenza perfetta quindi: per un linguaggio erede del PASCAL niente di pi\u00f9 adatto del nome di un\u2019erede del lavoro del vero Pascal. Per molti anni questa rimase niente di pi\u00f9 che una nozione, appunto il classico aneddoto, che per me era tutto quel che sapevo di ADA. Il PASCAL non era certo il primo linguaggio di programmazione strutturato inventato dall\u2019uomo (a sua volta derivava da un linguaggio chiamato ALGOL, sempre ideato dal suo creatore, Niklaus Wirth), ma si diceva che questa Ada Lovelace fosse stata la prima programmatrice della storia. Me la immaginavo, nel buio di una fabbrica ottocentesca, come una specie di operaia di una macchina gigantesca, una specie di enorme telaio con rulli metallici e timpani, dischi rotanti e schede perforate. Pallida, i capelli raccolti in uno <em>chignon<\/em>, le mani esili su corde e tasti, come a suonare un\u2019arpa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando poi sono andato a cercare chi veramente fosse questo personaggio, la fantasia ha dovuto fare i conti con la realt\u00e0, e la mia immagine di Ada al computer ha dovuto cambiare un po\u2019 (ma forse neanche troppo) per adattarsi alla storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima sorpresa \u00e8 che Ada era una figlia illustre: suo padre era nientemeno che Lord George Byron, poeta romantico inglese, che visse una vita breve, pienissima e tempestosa; lei era anzi l\u2019unica sua figlia legittima (ne aveva altre due o tre), avuta nel 1815 con la moglie Anne Isabella, che egli lasci\u00f2 appena un anno dopo per andare in giro per il mondo, fino a trovare la morte nel 1824 vicino a Patrasso, in Grecia, dove si era entusiasticamente arruolato nelle file degli indipendentisti locali, in lotta contro l\u2019Impero Ottomano. Ada aveva appena nove &nbsp;anni, e la figura del padre, considerato dalla madre malato di una pazzia contagiosa (tant\u2019\u00e8 che le proib\u00ec categoricamente di frequentare chiunque fosse stato suo amico), le manc\u00f2 per tutta la vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era di salute cagionevole. Soffriva fin dall\u2019infanzia di cefalea e problemi visivi, e col morbillo se la vide talmente male da rimaner paralizzata un anno. Fu educata nella matematica e nelle scienze per volere della madre, preoccupata che potesse invece avvicinarsi alla letteratura e alla poesia come quel disgraziato di suo padre; cosa questa che temeva potesse scatenare quella pazzia che, ne era sicura, il bel George le aveva trasmesso per via ereditaria. Fu una bambina prodigio; suoi tutori furono l\u2019eclettica Mary Somerville ed il matematico Augustus De Morgan, altro nome familiare agli informatici, per via delle sue leggi (2) sull\u2019algebra booleana. Questi vedeva in lei bravura non comune e soprattutto un\u2019originalit\u00e0 che avrebbe potuto renderla un matematico eccellente. La nostra Ada teenager si dedicava anche alla musica e, udite, udite\u2026 Suonava proprio l\u2019arpa!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A 18 anni incontr\u00f2 per la prima volta ad un ricevimento Charles Babbage, il quale aveva gi\u00e0 realizzato la sua \u201c<em>macchina differenziale<\/em>\u201d ed era in quel periodo al lavoro su un nuovo, strabiliante progetto, quello della \u201c<em>macchina analitica<\/em>\u201d, cio\u00e8 una macchina capace di svolgere in maniera automatica calcoli generici: era la prima volta che si concepiva una macchina <em>general purpose<\/em>, fatta cio\u00e8 non per risolvere dei problemi specifici ma che potesse essere programmata di volta per eseguire ragionamenti differenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era un mostro meccanico di 30 metri per 10, alimentata da un motore a vapore, che poteva processare programmi scritti su schede perforate (gi\u00e0 in uso nei telai meccanici dell\u2019epoca, e che sarebbero rimasti il principale sistema di <em>input\/output<\/em> nell\u2019informatica fino alla fine degli anni \u201970 del secolo scorso); il suo cervello era <em>the mill<\/em>, il mulino, un\u2019unit\u00e0 aritmetica in grado di eseguire le quattro operazioni aritmetiche fondamentali, e la sua memoria poteva immagazzinare fino a 1000 numeri di 40 cifre. Creatura squisitamente e totalmente meccanica &#8211; nella \u201cmemoria\u201d ogni cifra era rappresentata da una ruota dentata \u2013 non sfigurerebbe certo in un romanzo <em>steampunk<\/em>. Peccato che, a causa di difficolt\u00e0 tecniche e costi di realizzazione previsti esorbitanti, non fu mai costruita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ada dunque frequentava la Corte d\u2019Inghilterra, dove si intratteneva in feste e ricevimenti (aveva la fama di essere un\u2019ottima ballerina) e dove pure venne pericolosamente a contatto con persone della lista nera di sua madre, cio\u00e8 con amici di pap\u00e0 come John Hobhouse. Nel 1835, a vent\u2019anni, spos\u00f2 un tal Barone William King diventando quindi la Baronessa King, andando a risiedere in una grande villa di campagna ad Ockham nel Surrey. Pi\u00f9 tardi il marito guadagner\u00e0 pure il titolo di <em>Earl of Lovelace<\/em>, e quindi Ada diventer\u00e0 nota come Contessa di Lovelace. Avranno tre figli, e pochissima fantasia (o possibilit\u00e0 di manovra) nei nomi: il primo lo chiameranno Byron (come il nonno), la seconda Anne Isabella (come la nonna), il terzo Ralph Gordon (Gordon era il secondo nome di Lord Byron).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la maternit\u00e0, a venticinque anni, Ada si rilassa: \u00e8 coinvolta in flirt, pettegolezzi e ovviamente scandali (\u00e8 l\u2019epoca vittoriana). Non smette mai per\u00f2 di interessarsi di scienza. Nel 1842-43, le viene commissionato il lavoro di tradurre la trascrizione francese di una presentazione della Macchina Analitica fatta da Charles Babbage all\u2019Universit\u00e0 di Torino qualche anno prima. Ada non si accontenta della mera traduzione, ma la correda di tutta una serie di note in cui approfondisce i temi trattati, tra le quali c\u2019\u00e8 pure un esempio: un programma \u2013 ed \u00e8 il primo della Storia \u2013 per la macchina di Babbage, attraverso la quale \u00e8 possibile istruirla per calcolare i \u201c<em>Numeri di Bernoulli<\/em>\u201d. Qualcuno dice in realt\u00e0 che l\u2019autore del programma fosse Babbage, che l\u2019aveva poi passato ad Ada, la quale per\u00f2 rivedendolo aveva scovato (per stessa ammissione di Babbage) un errore. Quindi, se anche non fosse stata la prima programmatrice della storia, le spetterebbe il titolo di prima<em> debugger<\/em> \u2013 e per giunta su una macchina virtuale, scusate davvero se \u00e8 poco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ada guarda talmente lontano da scrivere nelle sue note che il campo di applicazione della macchina analitica, cio\u00e8 il <em>computer<\/em>, non era necessariamente limitato ai numeri, ma che avrebbe potuto, con i necessari aggiustamenti nei meccanismi e nella notazione, operare su qualsiasi altro dominio che potesse essere descritto con regole matematiche, come ad esempio la musica. La macchina analitica avrebbe quindi potuto produrre composizioni musicali di ogni grado di complessit\u00e0 ed estensione. Rimane per\u00f2 convinta che sar\u00e0 sempre e soltanto uno strumento nelle mani dell\u2019uomo, privo di ogni tipo di potenziale creativo; la sua intelligenza \u00e8 data dal software, e quindi non \u00e8 in grado di fare nulla di pi\u00f9 di quel che l\u2019uomo \u00e8&nbsp; in grado di fare \u2013 e di formalizzare in un algoritmo. Mai avrebbe potuto scoprire qualcosa di nuovo o imprevisto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a collaborare con Babbage, sogna di elaborare ad un modello matematico del sistema nervoso, per poter spiegare in maniera analitica come si originano pensieri e sentimenti. Compito gigantesco e decisamente ambizioso, ma Ada ci si applica seriamente, si mette anche a studiare l\u2019elettricit\u00e0 ed il magnetismo per elaborare i suoi esperimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo, non concluder\u00e0 molto. Si interessa anche di ipnosi, frenologia e metafisica, vista come naturale complemento alla matematica. Decide infine di applicare la sua abilit\u00e0 nella scienza dei numeri per escogitare un modo per sbancare i casin\u00f2 e fare un sacco di soldi, in societ\u00e0 con degli amici: \u00e8 un fallimento totale, e toccher\u00e0 al Barone ripianare i debiti di gioco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Morir\u00e0 per un cancro all\u2019utero nel 1852, a 36 anni come suo padre, abbandonata dal marito a cui aveva confessato poco prima qualcosa di inconfessabile (e tutt\u2019ora ignoto), assistita solo dalla madre che la convince pure ad abbandonare un suo certo ateismo per abbracciare la religione e redimersi cos\u00ec dei suoi numerosi peccati, facendosi nominare sua sola esecutrice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dolce ragazzina che a tredici anni sognava di volare copiando le ali degli uccelli e gi\u00e0 immaginava di attraversare l\u2019Inghilterra su&nbsp; machine volanti a vapore, bussola alla mano, scrivendo addirittura un libro \u2013&nbsp; \u201c<em>Flyology<\/em>\u201d \u2013 per raccogliere le sue scoperte, che diceva nelle lettere a De Morgan che i polinomi le sembravano come spiritelli e fate, che si presentavano sotto spoglie apparentemente diverse e cangianti ma sotto sotto erano sempre gli stessi, che Charles Babbage chiamava con affetto \u201c<em>Lady Fairy<\/em>\u201d e \u201c<em>The Enchantress of Numbers<\/em>\u201d, cos\u00ec se ne andava, per riposare a Nottingham, sepolta accanto al padre, che sicuramente non vedeva l\u2019ora di poter abbracciare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">NOTE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(1) Nella sua descrizione della \u201cMacchina di Turing\u201d del 1936, Alan Turing immagina che sia non tanto una macchina, quanto un individuo, il \u201ccalcolatore\u201d o \u201ccomputer\u201d, ad eseguire un certo programma<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(2) I due teoremi di De Morgan sono usatissimi nella logica booleana e dicono, in maniera duale, che NOT (A OR B) = NOT(A) AND NOT(B) e NOT (A AND B) = NOT(A) OR NOT(B)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ADA \u00e8, fra le tante cose, il nome di un linguaggio di programmazione. 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