{"id":473,"date":"2016-03-25T23:54:34","date_gmt":"2016-03-25T22:54:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/?p=473"},"modified":"2020-10-15T08:34:21","modified_gmt":"2020-10-15T06:34:21","slug":"latavico-istinto-dello-sbarazzarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/latavico-istinto-dello-sbarazzarsi\/","title":{"rendered":"L\u2019atavico istinto dello sbarazzarsi"},"content":{"rendered":"<div class=\"fcbkbttn_buttons_block\" id=\"fcbkbttn_left\"><div class=\"fcbkbttn_like fcbkbttn_large_button\"><fb:like href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/latavico-istinto-dello-sbarazzarsi\/\" action=\"like\" colorscheme=\"light\" layout=\"button\"  size=\"large\"><\/fb:like><\/div><div class=\"fb-share-button fcbkbttn_large_button \" data-href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/latavico-istinto-dello-sbarazzarsi\/\" data-type=\"button_count\" data-size=\"large\"><\/div><\/div>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei miei passatempi preferiti quando ritorno nella cara vecchia Ivrea \u00e8 andare a spasso per i Cinque Laghi. Che sia passeggiare, correre o nuotare, con questa zona ho un legame particolare, ed essa riesce sempre a stupirmi, che sia triste, stanco o felice, per la sua bellezza perennemente acerba. Potrebbero essere meravigliosi, i Cinque Laghi, se solo la gente di qui capisse cos\u2019ha e lo valorizzasse a dovere. Invece mi piange il cuore a vedere certe scene, come il Lago San Michele rosso di melma, ma soprattutto la spazzatura gettata lungo la strada: bottigliette d\u2019acqua, lattine, cartacce, fazzolettini di carta usati per soffiarsi il naso o pi\u00f9 probabilmente pulirsi i genitali, e poi gettati via in un cespuglio, o in terra, sulle foglie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre correvo per\u00f2, dopo una sensazione di iniziale tristezza e vergogna, mentre mi chiedevo \u201cCome mai la gente si comporta cos\u00ec? \u00c8 cos\u00ec difficile insegnare a non sporcare?\u201d, cominciai a riflettere pi\u00f9 approfonditamente sul problema.<br>Intanto, il nostro problema con i rifiuti \u00e9 sostanzialmente moderno. L\u2019uomo ha sempre sporcato, o meglio ha sempre gettato via, ovunque si trovasse, quel che non gli serviva pi\u00f9. Pensiamo ai tempi dei romani, o nel medioevo: quel che non si poteva recuperare si abbandonava, l\u00ec dov\u2019era, mica c\u2019era il concetto di discarica. Il fatto \u00e8 che le persone erano molte di meno, ed i rifiuti, in genere legno, cocci o stracci, deperivano velocemente. Niente come la plastica, che pu\u00f2 durare immacolata per migliaia di anni.<br>Quindi in breve tempo l\u2019immondizia abbandonata ai trivi e ai quadrivi, perfino le case in rovina in mezzo ai campi, sparivano e l\u2019ambiente tornava selvaggio ed ostile com\u2019era sempre stato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi siamo tanti, troppi, e produciamo cose complicatissime, che richiedono materiali recuperati in giro per il mondo intero e una fabbricazione che necessita di macchine che a loro volta sono altrettanto complesse da assemblare. Per la natura \u00e8 un lavoro durissimo smontare la nostra spazzatura: un CD o una bottiglia di plastica, fatti con chiss\u00e0 che polimeri, sintetizzati da strani liquami estratti dalle profondit\u00e0 della terra e lavorati in mostruose raffinerie; un vecchio televisore con i suoi circuiti stampati, wafer di silicio, metalli pesanti, fosforo, piombo; lattine di alluminio o acciaio che si potrebbero recuperare, per evitare di sventrare le montagne alla continua ricerca di vene metallifere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse \u00e8 questa la vera colpa; perch\u00e9 l\u2019istinto dell\u2019uomo di abbandonare la spazzatura \u00e8 atavico; altro che i medievali e i romani, primitivi e primati certo non si preoccupavano dell\u2019ambiente! E non \u00e8, intendiamoci, sporcare. Se pensi di stare sporcando, non lo fai. Sporcare non piace a nessuno, \u00e8 eticamente deplorevole, il giudizio \u00e9 insito nella parola stessa\u2026 Pensateci: \u201csporcare\u201d\u2026 Brutto! Cattivo! Non si fa. Il nido non si sporca. La tana non si sporca. Le mutande non si sporcano. Ma lasciare quel che non serve pi\u00f9, quella non \u00e8 una colpa. Lo faccio in giro, fuori, lontano da casa mia. La tana \u00e9 salva. E chi se ne fotte! I cani non cagherebbero in giro se cos\u00ec non fosse.<br>Quindi, in quanto istinto naturale, serve una notevole forza di volont\u00e1 per contrastarlo. E magari combatterlo \u00e8 pure eticamente scorretto, in quanto va contro la nostra natura, per appagare poi che cosa? Forse una vana sete di bellezza, di ordine, che serve a tranquillizzarci che stiamo mantenendo la natura com\u2019era, come dovrebbe essere, anche se con i nostri bisogni continuiamo a distruggerla un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte mi chiedo se me la prendo troppo, se sono un disadattato illuso, visto che mi sembra di essere circondato da persone che fanno quel che io non farei e cerco di non fare (come gettare una bottiglietta d\u2019acqua per strada o una cartaccia dal finestrino dell\u2019auto). Sar\u00e0 anche la natura umana, ma non farlo \u00e8 una delle poche cose che ci distingue dalle bestie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei miei passatempi preferiti quando ritorno nella cara vecchia Ivrea \u00e8 andare a spasso per i Cinque Laghi. 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