{"id":422,"date":"2018-04-23T22:12:00","date_gmt":"2018-04-23T20:12:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/?p=422"},"modified":"2020-10-14T22:15:29","modified_gmt":"2020-10-14T20:15:29","slug":"appunti-di-vino-vinitaly-2018-parte-seconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/appunti-di-vino-vinitaly-2018-parte-seconda\/","title":{"rendered":"Appunti di Vino \u2013 Vinitaly 2018 [Parte Seconda]"},"content":{"rendered":"<div class=\"fcbkbttn_buttons_block\" id=\"fcbkbttn_left\"><div class=\"fcbkbttn_like fcbkbttn_large_button\"><fb:like href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/appunti-di-vino-vinitaly-2018-parte-seconda\/\" action=\"like\" colorscheme=\"light\" layout=\"button\"  size=\"large\"><\/fb:like><\/div><div class=\"fb-share-button fcbkbttn_large_button \" data-href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/appunti-di-vino-vinitaly-2018-parte-seconda\/\" data-type=\"button_count\" data-size=\"large\"><\/div><\/div>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi avvio come previsto al padiglione di Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A malincuore passo sull\u2019Alto Adige, di cui pure conosco poco, ma decido che potendomi permettere solo una delle due regioni scelgo il Friuli. Il mio primo impatto \u00e8 l\u2019azienda di <a href=\"http:\/\/www.marinig.it\/\"><strong>Valerio Marinig<\/strong><\/a>, dove assaggio lo <strong><em>Schioppettino di Prepotto<\/em><\/strong>: vitigno autoctono, vino rosso strutturato di gradazione alcolica 13,5%, affinato due anni in botte; ottimo colore, aroma speziato, pieno ed equilibrato all\u2019assaggio. Ma cosa dire poi del loro <strong><em>Biel C\u00fbr<\/em><\/strong>, 40% schioppettino, 40% refosco e 20% pignolo? Ancora pi\u00f9 intenso e rotondo, sapido, un vino che mi \u00e8 piaciuto molto e per cui azzarderei sicuramente il termine armonico. Ringrazio la gentilissima signora Michela al banco e torno a bighellonare tra gli stand; attira la mia attenzione il <em>vino sbagliato<\/em> di <a href=\"http:\/\/www.alturis.it\"><strong>Alturis<\/strong><\/a>, dalle particolarissime etichette.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Label_RedMul-150x150.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-571\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene fatto in due versioni, il Red Mul e il White Mul, con \u201cmul\u201d che sta per \u201cmulo\u201d in dialetto locale e \u201cRed\u201d e \u201cWhite\u201d invece che stanno per i rispettivi colori nel dialetto anglosassone. L\u2019espositore mi spiega che l\u2019idea \u00e8 di riprendere la \u201c<em>pratica enologica<\/em>\u201d dei nostri vecchi in osteria, che trovando il vino rosso troppo forte e quello bianco troppo secco, li mischiavano nel bicchiere. Cos\u00ec nel <strong><em>Red Mul<\/em><\/strong> ad una base Merlot (85% se non ricordo male) viene aggiunto del Sauvignon; il vino \u00e8 particolare, all\u2019assaggio un melange di spezie e note fruttate e floreali fa presagire quasi un vino dolce; all\u2019assaggio \u00e8 un po\u2019 strano e si percepiscono chiaramente i due <em>cepage<\/em> utilizzati che per\u00f2 sembrano un po\u2019 fare a pugni tra di loro. Il <strong><em>White Mul<\/em><\/strong> invece ha una base Chardonnay 85% \u201cmacchiata\u201d da un 15% di Cabernet Sauvignon; il bianco gli dona un tipico aroma di banana e fiori bianchi, il rosso un colore aranciato molto particolare, ma all\u2019assaggio risulta un po\u2019 anonimo, gli manca un po\u2019 di spinta e, dispiace dirlo, sa un po\u2019 dell\u2019intruglio. Complimenti comunque per l\u2019idea originale (e per la splendida etichetta), ma passiamo oltre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poco lontano, mi attira la dicitura \u201cda agricoltura integrata\u201d che campeggia sullo stand della casa <a href=\"http:\/\/contedattimismaniago.it\/\"><strong>Conte d\u2019Attimis-Maniago<\/strong><\/a> di Butrio. Chiedo informazioni ma sinceramente, pur preso atto delle ottime intenzioni verso l\u2019ambiente dei proprietari, continuo a non capire, in concreto, cosa significhi. Assaggio un buon <strong><em>Pinot Grigio<\/em><\/strong>, dal colore tenue e profumi delicati, piacevole ed equilibrato. Mentre sto quasi per andarmene, d\u00e0 il cambio alla signora al bancone il proprietario, un distinto e gentile signore sulla settantina, passo dal bianco al rosso \u2013 e che rosso \u2013 e la musica cambia completamente. <strong><em>Vignaricco<\/em><\/strong>, taglio bordolese, annata 2010. Un bel colore rosso granato, speziato, tannico e morbido, dai tipici sentori di vaniglia donati dal passaggio in legno. Forse alla lunga la barricatura \u00e8 un po\u2019 troppo invadente, ma&nbsp; comunque un buon vino. Il top di gamma della casa \u00e8 il <strong><em>Pignolo<\/em><\/strong>, dall\u2019omonimo vitigno autoctono, annata 2008, ottenuto da uve naturalmente appassite in vigna, piccolissima produzione (1500-2000 bottiglie annue); si tratta di un vino da invecchiamento, veramente ottimo e straconsigliato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho tenuto un posticino per la sezione internazionale, peraltro un po\u2019 deludente come variet\u00e0 e numero di presenze rispetto alle aspettative; anche cos\u00ec, comunque, non basterebbero i quattro giorni di fiera per esplorare per bene gli stand degli operatori presenti! Ho delle lacune clamorose e veramente poco margine, quindi\u2026 Scelgo il Sud Africa, perch\u00e9 comunque \u00e8 un paese da conoscere e pu\u00f2 capitare di trovare del vino sudafricano anche al supermercato, voglio avere un termine di paragone. Al Vinitaly c\u2019\u00e8 un importatore (<a href=\"https:\/\/www.afriwines.com\/\"><strong>Afriwines Srl<\/strong><\/a>) in collaborazione con la Camera di Commercio di Citt\u00e0 del Capo. La ragazza al banco \u00e8 molto tosta e mi guida all\u2019assaggio delle cose pi\u00f9 tipiche: Pinot Noir e Pinotage, ma non solo: c\u2019\u00e8 anche il Barbera in declinazione sudafricana. Ma andiamo con ordine: <strong><em>Whalehaven Pinot Noir<\/em><\/strong> 2015; la zona di produzione \u00e8 a Nord di citt\u00e0 del Capo, clima temperato e molto ventoso. E\u2019 un ottimo vino, dall\u2019aroma ampio e rotondo, pieno all\u2019assaggio. Stesso dicasi del <strong><em>Whalehaven Conservation Coast<\/em><\/strong>, 2013, livello superiore che per\u00f2 trovo pi\u00f9 fresco e tannico, sinceramente preferisco il primo. Si passa poi al <strong><em>Barbera Idiom 2012: 900 series<\/em><\/strong>. Che dire\u2026 E\u2019 molto \u201ccarico\u201d, ha l\u2019acidit\u00e0 del barbera ma anche un tannino ruspante, ed i tipici profumi terziari della barricatura. \u201cMa in Sudafrica passate tutto in barrique?\u201d \u2013 chiedo. \u201cMa noooo, non sempre\u201d \u00e8 la risposta. Per\u00f2 anche il quarto vino, <strong><em>21 Gables 2104<\/em><\/strong>, il famoso Pinotage che so essere Pinot Noir + Cinsault, di un bel rosso rubino e dal profumo pi\u00f9 vinoso e fragrante, tanto che gli daresti qualche anno di meno, \u00e8 barricato pure lui. Molto interessante comunque all\u2019assaggio, \u00e8 sostenuto da una particolare sapidit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/07904-BIG-300x201.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-572\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi piacerebbe avere ancora tanto tempo per girovagare per vini del mondo (e non ho nemmeno considerato le birre, i whisky, ecc.), e di tempo in effetti ne avrei anche, ma gli assaggi cominciano ad essere troppi e non voglio fare un miscuglio senza senso. Ci sar\u00e0 tempo e modo per rimediare, chiss\u00e0, degustando con la dovuta calma magari anche fuori da una fiera campionaria. L\u2019ultima chance la do ad uno stand \u201cdi gruppo\u201d (ci sono diversi piccoli produttori che non sembrano relazionati tra loro) dove vedo campeggiare gigantografie di anfore e scritte in georgiano, ma le etichette non mi sembrano appartenere a questa nazione. Mi avvicino ad un tavolino ricavato su una botte e faccio la conoscenza con due simpatici signori tedeschi, di cui uno parla bene l\u2019italiano e l\u2019altro fa presenza. L\u2019azienda \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.wein-rothe.de\"><strong>Veingut Rothe<\/strong><\/a> e produce vini bianchi in Germania con il metodo della vinificazione in anfora tipico della Georgia (infatti le loro anfore arrivano proprio da l\u00e0). Per chi non la conoscesse, si tratta di far fermentare l\u2019uva in grosse anfore di terracotta dette <em>kvevri<\/em>, vinificando in genere uve di diversi tipi insieme in rosso \u2013 cio\u00e8 il mosto non viene filtrato per rimuovere bucce, raspi e vinaccioli. Le anfore sono interrate e usate non solo per la fermentazione, ma anche per l\u2019affinamento del vino. I nostri amici tedeschi hanno applicato, come il pi\u00f9 famoso Josko Gravner in Italia, la vinificazione in anfora ai loro vitigni teutonici: assaggio un <strong><em>Sylvaner<\/em><\/strong> del 2014 (9 mesi in anfora) ed un <strong><em>Gemishtersatz<\/em><\/strong> (uve miste Pinot Grigio, Muscalis ed Helios). Si tratta di vini non filtrati e quindi torbidi, velati, di un colore giallo paglierino cupo; hanno profumi davvero molto complessi e particolari, tutti da decodificare, e lo stesso dicasi dell\u2019assaggio. Mi complimento con i ragazzi tedeschi e mi avvio verso l\u2019uscita, in anticipo rispetto al previsto ma ho fatto la mia giornata e sono soddisfatto, un po\u2019 stanco per starmene ancora in giro a racimolare pieghevoli e biglietti da visita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non penso che torner\u00f2 per varie ragioni, che comunque nulla hanno a che fare con la qualit\u00e0 dell\u2019evento: sterminato, eccellente qualit\u00e0, buona organizzazione e, nel mio caso, estremamente godibile per la relativa tranquillit\u00e0 (era l\u2019ultimo giorno). Preferisco comunque eventi pi\u00f9 piccoli e specifici che le adunanze oceaniche, anche se capisco che la possibilit\u00e0 di assaggiare certi vini, soprattutto stranieri, \u00e8 ben difficile averla altrove.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi avvio come previsto al padiglione di Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. 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