{"id":102,"date":"2013-03-27T00:10:42","date_gmt":"2013-03-26T23:10:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/?p=102"},"modified":"2013-03-27T00:11:31","modified_gmt":"2013-03-26T23:11:31","slug":"cucina-e-felicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/cucina-e-felicita\/","title":{"rendered":"Cucina e felicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class=\"fcbkbttn_buttons_block\" id=\"fcbkbttn_left\"><div class=\"fcbkbttn_like fcbkbttn_large_button\"><fb:like href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/cucina-e-felicita\/\" action=\"like\" colorscheme=\"light\" layout=\"button\"  size=\"large\"><\/fb:like><\/div><div class=\"fb-share-button fcbkbttn_large_button \" data-href=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/cucina-e-felicita\/\" data-type=\"button_count\" data-size=\"large\"><\/div><\/div><p><a href=\"http:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/10480325-dutch-broodje-kroket.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-103 alignleft\" alt=\"10480325-dutch-broodje-kroket\" src=\"http:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/10480325-dutch-broodje-kroket-300x218.jpg\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/10480325-dutch-broodje-kroket-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.borgomasino.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/10480325-dutch-broodje-kroket.jpg 457w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Oggi mentre mangiavo un kebab schifoso a Torino ad uno dei tanti kebabbari spuntati come funghi negli ultimi dieci anni, riflettevo. Il locale era frequentato, anche se pochi minuti dopo il mio arrivo, mentre aspettavo il panino, pian piano la gente se n&#8217;era andata quasi tutta. Mediorientali, muratori o imbianchini in pausa pranzo, due tipe ed un tipo alternativi pieni di piercing e gi\u00e0 con la sigaretta rollata in bocca ancora prima di uscire. Qualcuno che passa e porta via. Il kebab faceva davvero schifo, appena intiepidito da un veloce passaggio in forno avvolto dalla carta stagnola (che isola dal calore), le patatine scaldate al microonde erano una mappazza immangiabile nonostante la &#8220;salsa bianca&#8221; che le ricopriva. Ricordo con nostalgia gli ottimi kebab mangiati a Lione nei pressi dell&#8217;Hotel de Ville (son gi\u00e0 passati pi\u00f9 di 10 anni!), da allora e specialmente di recente tutte le volte che alla fine ho ceduto davanti al kebbabaro mi sono trovato a mangiare della roba simile; fredda, gommosa, buttata l\u00ec. E pensavo a tutti i clienti che c&#8217;erano, tutti a mangiarsi quella sbobba magari perch\u00e8 costa poco (devo anche dire che le porzioni erano enormi, esagerate!). E magari nei loro paesi diventa un&#8217;abitudine, mangiare alla spicciolata, quel che c&#8217;\u00e8, accontentarsi. Ora, io spero che in Turchia o comunque dove il kebab \u00e8 una specialit\u00e0 lo facciano molto meglio, ma quanti nel mondo mangiano schifezze, mangiano veloce, oppure cose preparate senza arte ne parte, non buone o monotone?<br \/>\nIo dopo aver finito quell&#8217;abbondante ma pessimo pasto ero un po&#8217; triste. Pensavo che se avessi mangiato bene, me ne sarei andato contento, soddisfatto, e la giornata magari avrebbe preso un&#8217;altra piega. Quante persone nel mondo mangiano male? Non ci sono solo quelli che mangiano male perch\u00e8 non ne hanno, ma anche quelli che sono ricchi ma non hanno la cultura del cibo. Americani e nord-europei in testa. Pur\u00e8 dappertutto, magari liofilizzato. Sbobba di qui, sbobba di l\u00e0, tanto \u00e8 solo <em>food<\/em>, cibo. Non sono poi tanti i paesi in cui si usa la parola <em>cucina<\/em>. Tutta l&#8217;Asia <em>runs on food<\/em>. <em>Italian food, Chinese food, Mexican food<\/em>, \u00e8 solo marketing, ma spesso nei ristoranti non c&#8217;\u00e8 amore, se chiedi qual \u00e8 il piatto tipico ti guardano come fossi un marziano.<\/p>\n<p>A me piace cucinare, e cucinare e mangiar bene non vuol dire necessariamente spendere tanto; si possono cucinare ottimi piatti con ingredienti poveri, ma bisogna metterci amore. Non buttare l\u00ec le cose. Quanta gente mangia male e poi continua a lavorare, nervosa, insoddisfatta, irridente, lamentosa. &#8220;<em>Un piatto di fagioli risolve sempre&#8221;<\/em>, diceva qualcuno. Ma s\u00ec, basterebbe una bella pasta e fagioli. Insalata di campo. Anche un buon toast. Ma ben fatti. E prendersi il tempo che ci va, una pausa che spezza la giornata, per lavorare meglio dopo. Tanto non sono la quantit\u00e0 di ore che fanno la produttivit\u00e0. E&#8217; lo spirito con cui si affrontano.<\/p>\n<p>Davvero, penso che se si facesse pi\u00f9 attenzione, si investisse un po&#8217; di pi\u00f9 su quel che mangiamo, al mondo andremmo tutti un po&#8217; pi\u00f9 d&#8217;accordo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi mentre mangiavo un kebab schifoso a Torino ad uno dei tanti kebabbari spuntati come funghi negli ultimi dieci anni, riflettevo. Il locale era frequentato, anche se pochi minuti dopo il mio arrivo, mentre aspettavo il panino, pian piano la gente se n&#8217;era andata quasi tutta. 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